Semplice strategia per cavalcare le occasioni di consumo oppure una reale volontà di “regalare piccole emozioni” ai consumatori?

Sull’argomento potremmo discutere a lungo e probabilmente non arriveremmo a una soluzione che possa essere considerata definitiva e corretta. Va sicuramente sottolineato che, in queste occasioni, la lotta sull’advertising è davvero spietata e ci consente di ammirare veri e propri capolavori ma anche alcune idee folli per la loro inadeguatezza.

A pochi giorni dal Natale 2017 abbiamo pensato di raccogliere per voi alcune pubblicità che spiccano tra tutte nel mare magnum degli adv proposti in occasione della “festa del consumo” per eccellenza – a voler sottolineare il lato consumistico della ricorrenza.

Su questa scia si colloca Pandora: il noto brand di gioielleria danese ha proposto in Italia questo tipo di cartellonistica:

pandora natale

Non è difficile da immaginare la reazione degli utenti sui social network: indignazione, sessismo, stereotipi e chi più ne ha più ne metta. C’è da dire che una crisi reputazionale del genere, a ridosso degli acquisti natalizi, non è assolutamente contemplata nei piani di comunicazione aziendali e quindi il brand ha tentato di “correre ai ripari” più o meno immediatamente: per questo motivo il 2 dicembre 2017 sul profilo Facebook @Pandora.Italia sono state pubblicate due note.

Nella prima il brand cerca di spiegare l’advertising e si mostra quasi stupito dalla reazione e dai numerosi commenti negativi ricevuti:

PANDORA Lovers, molte di voi hanno visto la nostra campagna Natale 2017 e le affissioni che coprono tutta l’Italia. Abbiamo notato però che il messaggio a volte è stato frainteso, per questo vogliamo raccontarvelo meglio.

Primo tentativo fallito. Non riuscendo ad arginare l’onda di utenti e i relativi post/tweet che accusano il brand di puro e semplice sessimo, la seconda nota, pubblicata a distanza di poche ore, è finalmente una presa di coscienza dell’errore con relativa ammissione di colpa e scuse a “tutte coloro che si sono sentite toccate nella loro sensibilità”. Basterà questo a far rientrare il “disastro pubblicitario” generato?

Dalle tremende idee passiamo ora a intuizioni decisamente più riuscite, viste le reazioni generate nel popolo del web.

Spicca la Motta che, ancora una volta, riesce a creare un contenuto virale. A vedere lo spot proposto dal noto brand si oscilla tra un “Che fastidio!” e un “Devo rivederlo!“: è impossibile non ammirare l’ormai famosa “bambina-Motta” che ritorna all’attacco con uno dei suoi assurdi desideri. Questa volta, però, il vero protagonista è un candito gigante, paradigma della diversità e dell’esclusione sociale: tutti noi, ne siamo certi, almeno una volta nella vita ci siamo sentiti così “canditi”.

Non da meno è lo spot della La Feltrinelli che porta la firma di Paolo Genovese. Ci ha colpito, in questo caso, il flusso forte di emozioni che queste immagini riescono a trasmettere, oltre che la curiosità di scoprire “come andrà a finire”. La protagonista di questo spot è un po’ in ogni donna moderna che giorno dopo giorno affronta la quotidianità con un sorriso… e a volte inciampa in esperienze che potrebbero cambiarle la vita.