La Rai aggiorna la corporate identity: loghi, bumper, design dei promo e cartelli di servizio.

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Il primo logo Rai, realizzato dal pittore e architetto Erberto Carboni, ha un carattere “egiziano”, lettere squadrate, di grande impatto visivo.

I caratteri di Carboni “resistono” fino agli anni Settanta quando Alberto Ribera, un grafico interno all’azienda, propone un nuovo marchio.

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La grande rivoluzione arriva, nel 1982 quando la Rai decide di affidare la grafica a unʼazienda esterna, la Ara, che realizza un logo resiste, seppur in varie versioni, fino al 2000.
Insieme al nuovo font Handel Gothic, i canali vengono ufficialmente denominati Rai1, Rai2 e Rai3: a ognuno, viene associato un colore primario e una forma geometrica tridimensionale.

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Pochi anni dopo, pur mantenendo lo stesso carattere, si apportano alcune modifiche: la A viene rovesciata e si applica il simbolo della bandiera italiana.

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Nel 2000, si cambia in modo radicale, il marchio è rappresentato dallʼimmagine di una farfalla bianca (libertà) su fondo blu (tecnologia).
Dieci anni dopo, col digitale terrestre, sparisce la farfalla e, al suo posto, arriva il quadrato disegnato. Insieme al logo, vengono ideati dei riquadri bianchi semitrasparenti che si possono vedere senza difficoltà anche sui televisori al plasma e in formato 16:9. In questo caso, il nome del canale è inserito in un quadrato davanti a un cielo azzurro con qualche nuvola. Oggi, invece, lʼagenzia creativa della Rai racchiude tutte le novità in un video.
Nel caso di Rai1 si sceglie un blu più caldo e si eliminano le animazioni con le nuvolette, per Rai2 ai mosaici di immagini si preferiscono forme geometriche che si intersecano. Per le altre due reti, Rai3 e Rai4, il cambiamento più grande sta nei colori: quello di
Rai3 diventa un verde più chiaro; per lʼaltro, invece, si passa dal magenta al viola. Il carattere, utilizzato per i testi abbinati al logo, è il Neue Haas Grotesk.
Un design semplice e pulito che, secondo lʼazienda, definisce unʼimmagine più coerente ed efficace.