Sembra un paradosso, ma a guardare bene i fatti degli ultimi mesi (senza bisogno di andare troppo indietro) è chiaro come tanto la politica, quanto la cronaca italiana e internazionale piuttosto che il sociale, continuino a essere dominati da un protagonista incontrastato: la comunicazione.

Partiti e movimenti politici nascono e si consolidano sul Web, catturano consensi, scelgono i loro leader. Governano. E questo avviene grazie all’indiscussa maestria di un gruppo di “consulenti di strategie digitali” a cui va il merito – al netto di qualsiasi giudizio ideologico, politico e tantomeno di effettive capacità di governance – di avere creato dal nulla un qualcosa e di avergli dato volto, forma e potere.
Anche questa è comunicazione.

I membri dello Stato Islamico e di altri gruppi di terroristi affini hanno preso vita e continuano oggi a reclutare affiliati grazie alla trasformazione del loro credo religioso in strategia di comunicazione. Dietro ai siti Internet e ai magazine di propaganda, lavora infatti un nutrito team di “creativi” e “comunicatori” del terrore che, giorno dopo giorno, analizza strumenti, seleziona applicazioni per messaggi criptati, identifica linguaggi, crea e sceglie immagini d’effetto, organizza attentati e divulga morte. Il tutto, senza lasciare nulla al caso e perseverando in un percorso chiaro e a suo modo coerente, con dietro una linea strategica e davanti un obiettivo.
Anche questa è comunicazione.

Il terremoto di Amatrice e Arquata del Tronto si è materializzato nelle coscienze degli italiani grazie al tam tam di post, foto e commenti spontanei che, a partire da quelle maledette 3.34 del 24 agosto scorso, ha preso il via su Social Network e siti Web. In quella notte – fortunatamente l’unica – che molti romani (me compresa) hanno trascorso per strada svegliati di soprassalto dal moto ondulatorio del letto che si muoveva, ricordo le mille mani sugli smartphone alla ricerca sfrenata di una risposta, di un epicentro, di un perché. Che, inesorabilmente, è arrivato solo qualche istante dopo come un fiume in piena su Facebook, a opera di altrettante mani trepidanti che quella notte stavano per strada e che, però, ci sono ancora oggi. E sempre i social sono stati i moltiplicatori delle numerose iniziative di solidarietà che hanno immediatamente attivato gli animi e la generosità degli Italiani.
Anche questa è comunicazione.

La lista è lunga. Potenzialmente infinita. Ed è proprio per questo che non si capisce come mai, sebbene la comunicazione sia oggi strumento, metodo e status, ci sia ancora chi non riconosce – o peggio ancora disconosce – valore a chi ne ha fatto una professione.

Si può toppare una campagna (anche se, quando viene fatta con i soldi pubblici, non dovrebbe mai accadere). Si può – e ci si deve – scusare, perché tutti possiamo sbagliare. Ma mi spiegate perché ci si permette di chiedere a noi pubblicitari, comunicatori, organizzatori di eventi, esperti digital di fare consulenze – e, quindi, lavorare – gratis?  Avete mai sentito chiedere a un notaio, a un architetto, a un artigiano, a un venditore di penne o di coriandoli, a un commerciante di fare alcunché pro bono?

Il problema – quello vero – non è la Ministra Lorenzin, che ci può piacere o meno. È la mancanza di attribuzione di un valore intrinseco al nostro lavoro. L’assenza totale di una regolamentazione reale della nostra professione. Quel vuoto di chiarezza e riconoscimento, che genera quello zoo di progetti non pagati, gare pre-assegnate o assegnate di fatto ai soliti noti maghi dei ribassi sfrenati.
Anche questa è comunicazione?

No. Ma noi continuiamo a esserci.

Con la stessa professionalità, entusiasmo e passione che ci vede sul campo dal 2000 e che ci ha consentito di rimanere sul mercato mantenendo il legame con i nostri valori e il nostro tradizionale approccio alla comunicazione e continuando ad aggiornarci e a guardare oltre per offrire sempre soluzioni innovative.
Da qui, l’idea di rifarci il trucco in occasione del 15° dell’agenzia che cade proprio quest’anno: con un marchio sintetico che racchiude e valorizza la nostra essenza, con la rinnovata offerta di servizi che abbraccia in maniera trasversale le esigenze dei responsabili comunicazione e marketing delle aziende pubbliche e private a cui ci rivolgiamo, con il nuovo www.comunicazione2000.com che vi invito a visitare e con il nostro C2000 Magazine che, a partire da oggi, riceverete ogni mese per rimanere in contatto con noi.

Buona lettura!